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giovedì 21 agosto 2014

9 mesi senza tequila. E non c'è niente da ridere.

"Amore...le tette sono carine, ma io preferisco di gran lunga il tuo cazzo"

Non ero mai stata con una donna. Ma Offa, si può considerare davvero come qualcosa di diverso da me? Ha il mio odore, il mio sapore, sa cosa mi piace e come mi piace. In pratica, è come masturbarsi con una bambola che ti somiglia e ti legge nel cervello. E tuo marito nel mezzo, che prende solo il meglio da questa esperienza. Lo ammetto, all'inizio ero gelosa. L'idea che toccasse un altro corpo, che si prendesse i suoi sospiri oltre che i miei. Ma è anche che sono una piccola nube di ormoni impazziti, sono gelosa anche della cameriera baffuta del bar sulla statale dove prendiamo le ciambelle. Insomma, non proprio una bellezza latina, quanto una nutria obesa e dai capelli bisunti. Si, sono gelosa pure di lei, ok? E' stata Aria, a convincermi a lasciarmi andare. Male non poteva farmi, e lei è parte di me. Non come una sorella, o come una figlia...ma come una mano, un piede. Un prolungamento del mio corpo. Inoltre Offa rompeva le palle. Giustamente, corpo da donna, tendenza al libertinaggio, voleva sperimentare il sesso anche in questa nuova forma. A quanto pare le è piaciuto. Ed io...beh, in tre è sicuramente divertente. Davvero. Però non vado pazza per la patata, sono per altri tipi di ortaggi.Ortaggio, singolare. Quello di mio marito è più che sufficiente. Ciò che mi chiedo, però, è se anche lui sarà di questo avviso una volta terminata l'esperienza. Perchè terminerà, poco ma sicuro, Ofelia non può rimanere in queste condizioni a lungo. A momenti si scopava un vampiro in negozio. Infine, qualsiasi cosa capiti al suo corpo si riflette sul mio. Non è esattamente sicuro andare in giro con una svampita e sventata ragazzina stravolta dagli ormoni. Però, mi chiedo...e se una volta provato il menage a trois volesse ripeterlo sempre ed io da sola non gli bastassi più? Non capisco perchè ogni cosa positiva che mi accade deve tirarsi dietro almeno tre conseguenze negative. Probabilmente, però, è quest'ansia da gestazione a rendermi il tutto complicato e a farmi concentrare su problemi che in realtà non esistono. Credo. Forse. Non lo so. Fanculo. Niente alcol, niente sigarette. Qualsiasi persona normale di mente, impazzirebbe.






Si sono consumati a vicenda, e divorati, presi con quella fame che li contraddistingue e che segna ogni loro rapporto da quando si conoscono. Ofelia è rimasta a giocare coi corpi dell'una e dell'altro, finchè non ne ha avuto abbastanza, decidendo di dedicarsi ad un'altra delle sue grandi passioni terrene: la doccia. Ci passa le ore, li sotto, ridacchiando felice e canticchiando serena, giocando con l'acqua come una sirena strappata al mare e alle onde. Kim e Neal, invece, sono rimasti appiccicati a letto, poco intenzionati a lasciar scemare quella voglia che era risalita prepotente e arrogante, senza  altro in mezzo che non fossero i loro corpi. Sudati, accaldati, eccitati. Pronti a fondersi, nuovamente, in una soluzione priva di capo e coda, un continuo di piacere e ansiti. Finchè Kim non ha tirato fuori le unghie, letteralmente. Frenetica, ha affondato le stesse nella carne dell'uomo, tracciandogli addosso, in tratti spezzati e vermigli, il proprio nome. Sul petto, tra l'odore del sangue e combattendo strenuamente contro il rimarginarsi delle ferite, sulla pelle olivastra del mannaro ha fatto sbocciare le lettere necessarie a comporre "Kim", rivendicando il possesso di quel corpo molto meglio che se avesse usato decine e decine di futili, inconsistenti, parole. Certe pretese, la ferocia e la dispoticità con cui Kim le avanza, sembrano sempre avere un certo effetto sull'uomo

"Davvero, vuoi giocare a farci male? E vedere chi appartiene a chi?"  Neal ha ringhiato, poco prima di rigirarla sul letto, e spingersela contro da dietro, avvolgendo il palmo attorno ai suoi capelli, neanche fosse un nastro di seta scura, una corda come un'altra da usare nei loro giochi, per sentirla più vicina, più sottomessa, più sua. Ancora.


L' uomo che le ha lasciato lividi viola, sulla pelle chiara, e che poco prima la prendeva con  violenza è lo stesso uomo che le passa i polpastrelli addosso, adesso, col timore reverenziale che un monaco riserverebbe alla delicata statua in porcellana di una piccola, eterea, Madonna. Nello sguardo del mannaro, mentre le bacia piano la spalla e risale lungo la gola, fino a trovarne le labbra, c'è racchiuso un universo di delicatezza, e di tenerezza. Placato l'istinto, l'appetito, è l'amore ad affiorare dalla crosta di quell'armatura di indisponenza e cinismo che si porta dietro. In ogni suo sguardo, in ogni suo sorriso, c'è quel calore che Kim cercava, nei freddi inverni passati in solitaria. E la rassicurazione, in fondo a quegli occhi, che non esiste acrobazia sessuale o aura incarnata in grado di allontanarlo da lei. Qualsiasi cosa accada, qualunque persona arrivi nelle loro vite, si appartengono cosi intimamente che non è possibile distinguere il punto di giunzione tra le loro anime, quando stanno cosi vicini.


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Bon Temps - Giugno 

Kim si è sentita male in negozio. Talmente male che Ofelia ha dovuto chiamare Neal, sotto sua richiesta, perchè l'andasse a prendere. E il marito si è precipitato, portandosela via, a casa. Ha capito che non era qualcosa di prettamente fisico quando l'ha guardata in faccia, ed ha letto nello sconvolgimento del suo sguardo tutta l'angoscia che le avvolgeva fittamente i pensieri. Se l'è portata in veranda, una volta a casa, stabilendosi sul dondolo che da sul giardino. Ofelia è stata mandata dentro dal mannaro, a scongelare una classica porzione di lasagne preconfezionate, mentre lui seduto tiene Kim addosso a sè, in un abbraccio non troppo opprimente. La sente più tranquilla, lo avverte dal modo in cui il cuore di lei batte contro al proprio, e lascia scivolare una mano sul pancione, in un'ampia carezza. Si è talmente placata al punto da appisolarsi, cullata dal dondolare sommesso e dal tepore piacevole del corpo di Neal, dal suo odore. Quando apre gli occhi, per guardarlo, una fessura azzurra e assonnata va a posarsi nello sguardo attento e concentrato di lui, quasi bastasse quello a chiederle cosa fosse successo. Non le dice niente, però, perchè il cuore di Kim ha di nuovo cominciato a battere all'impazzata. L'ansia è qualcosa che non riesce a controllare bene in questo nuovo stato in cui si trova, si è capito. Lui si limita a spostarle via i capelli dal collo, a rinsaldare la presa del braccio intorno a quel corpo che muta, giorno dopo giorno, scalpita di vita. E a dare più slancio coi piedi al dondolo, per riprendere a cullarla. Non può cancellare quello che lei ha visto - qualsiasi cosa fosse - ma può indicarle l'orizzonte, dove pennellate arancioni stingono in un cielo viola, e le stelle si accendono una ad una. Può riempirle lo sguardo di bellezza, sapendo che la mente rimuginerà sull'orrore ancora a lungo. 

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Molte cose sono successe, in quest'ultimo periodo, e non tutte meravigliose. Jeanne si sta radicando nel mio cuore, con la facilità con cui l'edera si arrampica su di un tronco forte, vigoroso. Non ho approvato ciò che ha fatto ad Hallan, e il fatto che me l'abbia tenuto nascosto. Ma più affondo le dita, nel suo passato, più emerge prepotente e netta la somiglianza tra i nostri vissuti. Amarezze e delusioni, omicidi e perdite. In lei, questa tristezza, si è ricamata nello sguardo, tremante di solitudine e di malinconia. In me è sfociata in altro, in  un desiderio smisurato di vita, di gioia, di rumore. Qualcosa di talmente intenso da fare male alla bocca dello stomaco. La stessa intensità che lei pone nel ricercare la vendetta, io l'ho impiegata nel tentare di andare avanti, di rubare la felicità di bocca a chiunque mi capitasse a tiro. Siamo diventate più forti, io e lei, e abbiamo trovato una nostra nuova dimensione. Joy, Rahsan e lei vengono a casa mia e insieme, nel bosco, ci alleniamo o celebriamo i riti sacri ai nostri spiriti. Onoriamo la vita, onoriamo la morte. Di sicuro non ci scopiamo su un vecchio divano mentre ci facciamo foto col fottuto telefonino. Di sicuro non tentiamo di stuprarci, o di ucciderci. Non so se farò di nuovo parte di una Coven, un giorno, perchè dopo la delusione ricevuta non ho motivi validi per desiderare di prendere un'altra inculata. Ma questi appuntamenti con le ragazze, la quotidianità con cui ci sentiamo, lo studiare e il crescere insieme...hanno, indubbiamente, il loro fascino. Una sensazione di piacevolezza che mi riesce impossibile non provare. Adesso stiamo finendo di mettere a punto un rito per far ritornare la aure al loro stato originale. A breve, Offa se ne andrà. Mi mancherà intrecciarle i capelli la mattina, e le sue buffe premure. Anche se per portarti un'aranciata te la butta addosso, anche se cucina peggio di me. Mi mancheranno le sue domande incessanti, come il battere della pioggia sui vetri,  e l'interesse che metteva nell'ascoltare ogni spiegazione. E sono sicura che mancherà anche a Neal. Quel borioso lupastro si è affezionato. Non lo ammetterà mai, ma patirà il fatto di non poterla più vedere e sentire in un certo modo. Per cui, ci stiamo ingegnando. Abbiamo confezionato dei doni, per lui, e stiamo preparando una mini - cerimonia casalinga, per festeggiare il suo nuovo ruolo di capo branco. Si, perchè il signorino si è presentato nuovamente vestito di sangue e sprazzi di frattaglie, annunciando glorioso che era diventato capo branco e che una nuova minaccia incombeva su di lui e i lupi. Certe volte, mi chiedo se non ci provi godimento, ad avere dei problemi. E se riflette mai, prima di venirmi a dire cose tipo "Sai, stavo per morire".


"Ma insomma donna, sono il capobranco dovresti dirmi..non so'...oh che bello ho un marito lupo ultrafigo, non SEI FERITO. Va bene, comunque non sono ferito..ma quel demente mi ha dato un pugno sulle palle. Le mie palle puoi romperle solamente tu e l ho fatto presente mangiandolo. Ti amo"

"OH SCUSA SE MI PREOCCUPO CHE MIO MARITO POSSA AVER PERSO UN BRACCIO NEL MENTRE E NON VADO A SUBITO A COMPRARE DEI FUOCHI D'ARTIFICIO! Sciocco lupastro, mi è preso un infarto...ok, non sei ferito. Stai bene. Hai fatto bene ad ucciderlo, solo io posso toccarti le palle. Comunque non preoccuparti se fai tardi, io non sto più male e poi c'è Ofelia con me. Festeggia pure con il branco. Quindi...io adesso sono la moglie di un capo branco. Che si è guadagnato il posto in battaglia. :3 Dio, come suona bene. 
Sono davvero tanto fiera di te. Cazzo le altre zingare sarebbero morte d'invidia a sapere che sto con uno così forte e potente. Ti amo tanto anche io. Se quando torni dormo già (probabile visto che da quando sono incinta ho il sonno leggero) svegliami che voglio sentire com'è andata. Ti ho lasciato la cena in caldo, in forno"

"Tu sei per prima cosa la moglie di un marito che e' pazzo di te e che darebbe la sua vita per te. Poi sei la moglie di un lupo che ti proteggera' ogni giorno della tua vita e ti fara' sentire davvero al sicuro..e poi di un capobranco. Visto, Aly e Jackson ti adorano.. sono stato contento che li hai conosciuti..la prossima volta ti faro' conoscere anche gli altri al LouPine, e' gente in gamba ed anche molto grossa, sono sicuro che sarai più tranquilla a sapermi in mezzo a certi tipi. In ogni modo festeggio con gli altri perchè se lo meritano e perchè mi pare piu che giusto fa' baldoria, ma poi voglio festeggiare anche con la mia donna..ho voglia di scoparti forte"

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"I cuccioli stanno crescendo e la tua pancia anche. Anche se e' bellissima eh. Li sento in maniera nitida muoversi sotto i miei palmi, e sono sicuro che anche loro sentono me. Credo che gli piaccia quando gli parlo e quando mangiamo il cioccolato insieme. Non vedo l'ora che anche loro, come Offa, prendano vita in maniera ben piu plateale di questa. Saranno la cosa piu bella della mia vita, e la cosa piu grande che tu possa regalarmi..anzi, in realta' gia lo sono. Insieme a te. Dalla fine della prossima settimana avevo intenzione di rimanere a casa con te, rimandero' i lavori fin dopo il tuo parto."

OK, anche se mi vergogno come un cane a dirglielo, perchè mi sento una bimbaminkia di tredici anni, quando mi arrivano sti sms mi si scioglie qualcosa, all'altezza della gola. Non è catarro, ne sono sicura. E' che...boh. Non sono abituata. Sono abituata ai mariti violenti. Alle donne che si fanno il culo durante tutta la gravidanza, continuando a pulire per terra come se non vi fosse un pancione d'ingombro, in mezzo. Sono abituata all'idea che l'uomo non se ne curi più di tanto. E invece...invece lui si interessa. E non solo dei bambini, ma di me. Non mi fa fare quasi nulla. Se salgo sulla scala per pulire i vetri viene a recuperarmi tirandomi per l'orecchio. E poi mi brucia la scala. Cosi non posso più salire. L'idea che si prenda del tempo, per assistermi, mi fa venire i brividi. No, no non di orrore (anche se, Cristo, quando si mette a cucinare lui altro che brividi, la cucina sembra uscita da un set di Dario Argento). Mi da premure a 360°. Che si tratti di sequestrarmi il cellulare quando Joseph manda messaggi che mi innervosiscono, o semplicemente di riempirmi il soffitto di palloncini, e il frigo di burritos. Sarà un buon padre. Uno di quelli che adorano la propria famiglia. E stento a credere che sia lo stesso ragazzo che aveva il labbro spaccato, quella sera, e che si è fatto medicare solo con l'idea di riscattarsi un bacio. La pancia continua a crescere, i disturbi ad aumentare. Però, adesso, i bambini fanno compagnia con un mare di calci e scossoni. Adesso si sentono, nitidamente. E mi ritrovo a sognarli, la notte, ed hanno qualcosa di entrambi.
La faccia da cazzo del padre, il culo della madre. Dio, che figli fighi che avremo.


giovedì 7 agosto 2014

1 + 1 = 4



E' iniziata una fase nuova, della mia vita, e di solito le novità arrivano con un vento che brilla di eccitazione e timore insieme. Specie questa volta. L'idea che d'ora in avanti un altro essere umano possa dipendere da me mi atterrisce e spaventa. Cosa succederà, se io non sarò all'altezza? Se dovessi stancarmi, se capissi di non essere adatta a questo lavoro? Non puoi certo licenziarti, dal ruolo di madre. Non credo. Che io sappia, non si può. E inoltre ci sono...mille divieti. Niente fumo. Niente alcol. Niente bicicletta. Ieri Jude mi ha persino detto che prima e dopo la nascita del bambino dovrò andare a casa. Anche se vorrò andare a lavoro...non posso. Non mi è consentito. Ogni "no", ogni "non puoi", ogni "non devi" è come se risucchiassero via l'aria dai miei polmoni, togliendomi spazio e libertà. Non voglio che mi si fraintenda...io sono felice, di questo bambino. E' solo che non pensavo vi fossero cosi tante complicazioni. E non credevo che avrei avuto cosi tanta paura che il meraviglioso equilibrio costruito con Neal, con le persone che amo, finisse in frantumi. Ogni tanto ho il cuore in gola, al pensiero che il cucciolo ci allontani, anzichè avvicinarsi. A parlarne con lui, via messaggio, mi sono presa solo un rimbrotto. Neal è felice. Sto cercando di ricordare com'era Leon, quando sua moglie aspettava i bambini. Eppure non mi pareva, cosi contento. Mi ha fatto recapitare a casa un mazzo di rose rosse, il congelatore trabocca di gelato alla vaniglia, e la sera si addormenta con la mano sulla mia pancia, sorridendo come se gli avessero detto che Natale quest'anno arriva prima. Inoltre lavora di meno. Molto di meno. Passa più tempo a casa con me. Dice che sono più bella del solito, e oltre a dirlo me lo dimostra. Credo che anche se non fossi incinta, dopo questi ultimi giorni insieme lo sarei senza ombra di dubbio. Vorrei tanto parlare con la nonna, perchè sono sicura che lei scaccerebbe via le mie paure.  Eppure non mi riesce di sognarla. Che strano. Solitamente mi bastava desiderarlo con intensità. 

Non volevo essere...non volevo rovinare nulla, la scorsa volta. E' un bel momento anche per me, e non vorrei che tu capissi che non sono felice del bambino, di noi due, o di quello che stiamo facendo. Solo, di tanto in tanto, l'animo da zingarella fuggiasca torna ed io sento paura. E per me è naturale, parlarti delle mie paure. Di solito mi basta guardarti, per non avere più timori o insicurezze. E' sempre stato cosi. E ti prometto che eviterò di fare pensieri o paturnie che possano sciupare l'esperienza a entrambi, ok?

Tu non hai rovinato nulla ed io non stavo scherzando, Djali. Tu mi stavi parlando di quello che il bambino potrebbe o meno levare alle tue liberta’, ed io ti ho risposto che nel caso ti sentissi costretta per qualche ragione me lo sarei preso io. Non era niente di orribile, anzi. Non so perfettamente cosa pensi che ti pregiudichi, ma io so per certo che riuscirei a badare a lui nel momento in cui deciderai di mettere qualcos’altro prima della tua famiglia.La forza di una famiglia, come la forza di un armata o di un branco, si basa sulla lealta’ reciproca. Ad ogni modo nonostante e’ giusto che mi parli dei tuoi problemi, tendo a bloccarti sul nascere solamente quando credo che siano cose futili ed inutili. Non amo particolarmente parlare di qualcosa che non e’ concreto, ed io sono certo che certe situazioni non avverranno mai e tu sarai ben felice di accogliere questa nuova esperienza, cosi come hai accolto me nella tua vita da Nomade. Credo di conoscere perfettamente mia moglie 

Non erano solo le mie libertà. Erano le nostre. E' che Jude mi ha detto che sarei dovuta stare via dal lavoro anche se non volevo. Per forza. E che lui non avrebbe più smesso di piangere. E tutte queste negazioni, non fare quello, non dire quell'altro...Per un attimo ho pensato che magari io e te non saremmo potuti più essere io e te. Non ti volevo dire che non lo voglio, e che ti toccherà sorbirtelo tu. E Dio, io non metterei niente prima di voi due, nemmeno me stessa. Io sono certa che andrà tutto bene. Specie dopo oggi

Jackson ha avuto una bambina da qualche mese con Alyce..sai tra di noi non ci perdiamo in tante smancerie tipo quanto amiamo le nostre compagne o quanto sia bello avere dei figli. Insomma siamo uomini, giusto un paio di giorni fa’ mi ha detto di aspettarmi un comitato tutto al femminile dalle tue amiche che porteranno stupidi gadget per il bambino ed io gli ho risposto che vi avrei rinchiuse dentro ad una stanza sotto chiave fin quando non avreste finito. Poi mi ha detto che quella cagamerda di sua figlia vomita come una specie di rivisitazione dell’esorcista e roba cosi..Credo che sia stato giusto un tantinello piu brutale di Jude, credimi. Ma Jude non ha idea di cosa significhi avere un figlio, non puo’ averne perche di fatto non ne ha. Cosa vuoi che ne sappia di quello che vuol dire essere un padre O una madre. Insomma, bambolina, i figli degli altri sono sempre un dito al culo, frignano e rompono le palle. Verrebbe da prenderli e spaccargli il cranio contro un marciapiede ma da quello che ho intuito..e’ perche non sono i tuoi. Jax e’ un lupo felice ed appagato, e mi ha detto che sua figlia ed una delle cose piu belle che gli siano mai capitate e sono sicuro che sara’ cosi anche per te. Per quanto mi riguarda io invece gia ne sono convinto. Non c’e’ niente che un figlio prevarichi.. mio padre e mia madre hanno continuato a scopare come ricci anche dopo la nascita di Dakota, a bestemmiare per casa, a cacciare e darsi botte. Certo c’e’ da dire che la nostra comunita’ si prendeva cura di noi, ma a noi non mancano ne’ un branco ne degli amici.Tendi a vedere tutto in maniera un po’ troppo ansiogena bambolina..devi stare qualche mese senza fumare ne bere, ma cosa vuoi che sia rispetto ad una vita per farlo poi? 


A chi mi chiede...perchè io l'abbia sposato, perchè io l'abbia voluto. Di tutte le risposte che potrei dare, solo una mi pare davvero convincente. Per quello che lui riesce a farmi sentire, per il modo in cui allunga una mano, verso il mio cuore, e lo tiene saldo nel palmo. Ne placa le paure, ne stuzzica i desideri. Tra i ricordi più belli, di questa gravidanza, c'è sicuramente il pomeriggio passato nel bosco con Neal. A bisbigliarmi rassicurazioni, sdraiati tra le genziane, con la sua barba che mi solletica la gola e le sue minacce che si interrompono solo per diventare sussurri erotici. Non c'è altro uomo al mondo con cui avrei potuto metter su famiglia. Sarà anche animale, per metà, ma mi pare evidente dal modo in cui riesce a tenermi a bada che per stare con me non si può essere del tutto umani.  Quando mi abbandono addosso a lui, a quelle braccia gonfie di muscoli e di tensione, tra quelle mani che ho visto trasformarsi in zampacce con tanto di artigli, sento che adesso non capiterà nulla di terribile, nulla di orribile. Che niente potrà turbare la nostra felicità. Un bambino non ha mai ucciso nessuno, e per noi non potrà che essere una benedizione. Quanto disturbo potrà mai dare, un bebè?



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Moonie s'interrompe, fissando lo schermo assottigliando le palpebre. "Hai due sacche embrionali, separate". Deglutisce, continuando a fare il suo lavoro nonostante il tremolio alla mano e una voce carica di emozione. Kim  non riesce a capire nulla di ciò che vede ma ha ancora un forte spirito di osservazione. E registra il mutamento nella voce di lei, cosi come ne annota il tremore. Qualcosa che pare metterla in allerta "Cosa? Cos'ho di separato?" Chiede, mentre l'infermiera la ignora e continua la sua ecografia. "Abbiamo una lunghezza cefalopodalica nella norma, sul polo embrionale. La cavità amniotica" E misura, digitando sulla tastiera "E' un centimetro e crescerà ogni settimana" Addio, Moonie. Se prima era felice ora è emozionata, ma senza far scenette come prima quindi saltellare o gridare si limita a sospirare lasciando uscire la sua gioia sotto un'altra forma. Se la mannara snocciola tutta una sequela corposa di termini medici di diverso tipo, lei gira il viso verso Neal "Cosa cazzo dice? E' una vostra lingua?" gli chiede, prima di tornare a guardarla. Il marito scuote la testa, rivolgendosi direttamente all'infermiera "Piccola, io non ho idea di cosa tu stai dicendo..ma a me sembra che questo attrezzo non funzioni tanto bene..". Ha inclinato il viso come un lupo di fronte ad una stranezza mai vista e la stramberia del caso sono le immagini non ben definite su cui lei va’ a misurare delle – robe-. Non per niente con la manona tenta anche di dare un paio di pacche al monitor, neanche dovesse aggiustarlo. Anche Moonie allunga la mano sinistra, alzando il volume dello schermo da cui un duplice battito cardiaco spezza il suo stesso silenzio. "Due battiti cardiaci" Esclama con una felicità nostalgica, da brava romanticona senza speranza, socchiudendo le palpebre affinchè le lacrime possano andarsene dai bulbi oculari, annaffiando le gote e le guance. "Come due battiti?" La prima cosa che Kim pensa è che il piccolo ha due cuori. Povero figlio, nato malformato, lei lo amerà lo stesso con tutta l'intensità dei propri sentimenti. Nel mentre, anche Neal si è scomposto sussurando un "Come scusa?" stranito che trova risposta, da Moonie stessa, poco dopo "Congratulazioni, avrete due bambini" E via(!) apriamo i rubinetti "Sani." Aggiunge sul chiudere della visita, mentre sposta la sonda dall'addome. Le immagini spariscono e pure la Lupa che si allontana, prima appoggiando la sonda nell'apposito braccio laterale del macchinario. Neal è rimasto con le labbra schiuse, da quando lei ha parlato di due battiti cardiaci, battiti che lui e’ evidente non puo ancora ad ascoltare, non senza tutto quell' ambaradam di strumentazioni. Lo sguardo fa da spola fra Kim e la mannara e un  sorrisone a mille denti non tarda ad arrivare "SONO GEMELLI, ho due cuccioli..abbiamo due cuccioli…" Kim è rimasta in silenzio. Perchè, di fatto, la sua mente non è in grado di concepire altro. Finchè non sbotta, terrorizzata "CHE COSA!? NONONO, non è possibile!" Eh si, lei ha un corpo intelligente, e lo sa che vuole UN solo figlio alla volta. E poi sente i battiti, e non capisce niente di che, se non che li dentro c'è davvero qualcuno. Una moltitudine, di qualcuno, a dirla tutta "NEAL TU E IL TUO STUPIDO SPERMA IO VI..." vi niente. Non si sa. Non riesce a finire le frasi. Se ne sta li imbambolata, finchè lo sconcerto non lascia il posto all'ilarità. Il marito, preso dall'enfasi del momento, ha aperto le braccia cercando di recuperare in un colpo solo Moonie e la moglie ancora sdraiata in un abbraccio di gruppo stritola ossa. "Sei sicura che non ce ne sia un terzo? " lo dice sottovoce all’orecchio della bionda, perche lui ne voleva tre in realta’ "NEAL NON E' UN FOTTUTO STADIO, DUE SONO GIA' ABBASTANZA" grida Kim. Si è lasciata travolgere dall'abbraccio di Neal soffocando un "ouch" di dolore di nuovo, rimettendosi sdraiata dal momento in cui Moonie si allontana. E' strano a vedersi su quel viso solitamente austero e poco incline a mostrare al mondo i propri sentimenti, ma se ci si facessero caso anche lui, come la moglie, ha gli occhi un poco lucidi. Non si emoziona facilmente il ragazzone, ne tanto meno si lascia andare in certe smancerie, ma cosa volete farci. E' sempre un neo padre alle prese con due bambini in crescita. Non per niente va' a sbaciucchiarsi il viso di Kim come se non vi fosse un domani "Mia madre l'aveva detto che avevi il bacino largo...e mia madre non si sbaglia mai.."  Lei si lascia baciare, docilmente, sollevando le mani a carezzargli quella barbaccia bionda "Papà, ci sarà un mucchio di sbattimento in più,lo sai?" mormora. Eppure c'è qualcosa, nel modo in cui lo dice, che la fa sembrare la cosa più bella che potesse mai capitarle. Offa, dal canto suo, ha preso a vorticare intorno alla coppia animatamente, e lei va a minacciarlo, in tono sufficientemente alto da essere udito da Moonie, li vicino "Prega Dio, Neal Saunders, che farli uscire sarà divertente come lo è stato farli entrare, altrimenti farò venire il bacino largo pure a te" E poi, solo quando è certissima che Moonie non senta, andrà a sussurrare al suo orecchio un piccolo, sussurrato "Ti amo,cazzo"


- - -

Neal si è alzato per andare in bagno, salvo poi fare una piccola deviazione in cucina per procurarsi una birra. E' nel tornare in camera da letto che nota qualcosa di assolutamente atipico e strano. Nuda, nel letto, abbarbicata a Kim c'è un'altra ragazza. Diciottenne, lunghi capelli castani, se ne sta nuda a dormire accanto alla Strega come se la conoscesse da sempre. Inizialmente, il mannaro piega la testa di lato. Poi da un'occhiata alla birra, probabilmente chiedendosi se quella vecchia megera che si ritrova per moglie non ne abbia edulcorato il contenuto con un allucinogeno. Tira, infine, un'ampia sniffata. A rendere più strano il tutto è che quella tipa che dorme abbracciata alla propria moglie, ha lo stesso odore di lei. Decide, a questo punto, di intervenire.

"Kim"
"..."
"Kim"
"..."
"Kim"
"...mh...shhh"
"Kim, c'è una donna nuda che puzza come te nel nostro letto. Ne sai niente?"

Kim apre gli occhi, di scatto, e nel ritrovarsi abbracciata a quella tipa comincia, ovviamente, ad urlare. Anche la tipa, svegliata di soprassalto, e che sfoggia un paio di occhi molto simili a quelli di Kim, comincia ad urlare. Neal, di suo, in tutto quell'urlicchiare di femmine, solleva la birra a prendere un sorso corposo, riabbassa la bottiglia e fa un poderoso rutto, mettendo fine agli strilli. Sarà, indubbiamente, un'altra lunga notte in casa Saunders.

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La mia aura si è fatta di carne. Per qualche strana magia - operata da Titani che non avendo un cazzo da fare sono spuntati fuori dal laghetto di Bon Temps la scorsa notte - tutte le aure delle Streghe che conosco sono diventate corporee. Joseph, addirittura, ne ha due. Una per ogni elemento. La mia Offa, invece, si è tramutata in una ragazzina diciottenne che ride sempre, fa un sacco di smorfie buffe e non sta ferma un attimo. Non solo. Si struscia addosso, ha voglia di scopare con qualsiasi cosa lei reputi carino (me inclusa) e non fa che aprire le finestre e darsi in comportamenti svampiti. E' una ragazzina, cosa pretendiamo. Ed è la mia aura, insomma...io non sono mai stata un tipo troppo posato. Ma lei è davvero l'eccesso. Ha provato a cucinare per me, e si è bruciata. E mi sono, di riflesso, bruciata anche io. Il che è un problema, perchè se può farsi male con questa facilità chiunque volesse eliminarmi potrebbe prendere di mira lei. Che, voglio dire, non pare la creatura più furba del pianeta visto che basta farle due moine per catturare la sua attenzione. Neal dice che abbiamo lo stesso odore. Sarà. Io l'ho beccato a guardarle il culo,e francamente la cosa non mi piace. Sono...gelosa. Della mia aura? Si, della mia aura. Lo so che è assurdo. E' come essere gelosi della propria mano. O del proprio piede. Ma di fatto, la mia mano e il mio piede non sono esuberanti e disinibiti, giovani e carini e...basta. Domani andiamo alle terme. Ho bisogno di rilassarmi. Ah, ovviamente...nessuno di noi ha la più pallida idea di come fare a far tornare tutto come prima. E le aure non possono distaccarsi dai nostri corpi per un tot di metri. Il che significa che staremo sempre vicini. Molto vicini. Ho bisogno di respirare.