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mercoledì 27 agosto 2014

E vita fu




«IO NON LE VOGLIO LE TUE FOTTUTE VERDURE, VOLEVO UN FOTTUTO CORN DOG EH..SAI CHE C'è?» gesticola, muovendo la zucchina come fosse una bacchetta «VACCI DA SOLO, NEL TUNNEL, E PORTACI QUESTO. SONO CONVINTA CHE VI DIVERTIRETE TANTO INSIEME»  gli spinge lo stecco sul petto, lasciando la presa, poco importa se lui lo prenderà o meno. Fatto sta che lei si gira, e muove qualche passo, intenzionata a mollarlo li. Se non fosse che una fitta più violenta delle altre arriva, prepotente, a dare una bella stoccata al ventre. Qualcosa che la fa fermare, di colpo, portando le mani sul pancione. Impallidisce, e per qualche istante trattiene pure il respiro

Bada non mi seminerai di certo rotolandotene via a questa velocita’, Djali.  Colpirmi con un fulmine in testa non servira’ alla causa ammenoche tu non mi ammazzi sul colpo, se te lo stessi chiedendo. » continua con nochalance a romperle l’anima quando si ritrova a fissarla a qualche metro di distanza bloccarsi di scatto. Corruga la fronte rimanendo in silenzio ad ascoltare i battiti cardiaci di Kim, gia aumentati per il nervosismo, spiccare ancora piu forte e senza alcun motivo apparente. Succede spesso quando si concentra per qualche diavoleria ed e’ questo che pensa all’inizio « Ti ho detto che non servirebbe a nulla…e non mi pare il caso di dare scena da queste parti, portrebbero ingaggiarti in qualche tendone e..» si affianca all’altra e la supera ponendoglisi di fronte, capendo finalmente che c’e’ qualcosa che non va’ nel ritrovarsela a tenersi il pancione con le mani. D’istinto anche lui va a mettere un palmo sulla pancia della strega « Kim, stai bene? »

«E'...da stamattina, che mi sento indolenzita. Strana. Pensavo che fare due passi mi avrebbe fatto bene» Non si è lamentata, non ha detto pio, è stata buona tutto il giorno «Ma adesso...il dolore non passa» spiega, massaggiandosi il pancione «E i bambini stanno fermi, non capisco» si umetta le labbra, rimanendo in silenzio. E poi sposta su di lui uno sguardo intenso «Forse se tu mi avessi fatto bere la mia birra e mangiare il mio corn dog questo non sarebbe successo» E mentre formula quest'ipotesi scientifica sente colare qualcosa di caldo, tra le gambe. Un fiotto di liquido che scivola allegro a terra, ricreando una piccola pozzanghera, bagnandole la veste bianca «Neal» 

« E NON TI E’ VENUTO IN MENTE DI DIRMELO? MI ROMPI LE PALLE PER QUALSIASI COSA E NON PER QUE..» si blocca perche d’apprima che lei facesse presente dell’acquetta, lui al naso gia inizia a percepire un odore strano. Tira su un paio di volte, si avvicina a lei odorandola « Kim..» si chiamano in contemporanea mentre mostra un espressione che e’ tutto un programma. Cala con gli occhi verso le gambe di lei e senza troppo disturbo si accovaccia dando un occhiata fra le gambe della strega « Djali…non e’ acqua e non ti stai pisciando sotto, ma..non so’ potresti, chiudere? » come se ci fosse un qualche rubinetto da qualche parte, cazzo ne sa lui. « Credo che ti si siano rotte le cose succede..quando..» quando si sta’ per partorire? Se ne rende conto con una manciata di secondi in ritardo, tant’e’ che scatta di nuovo in piedi con lo sguardo agitato di chi non sa’ bene che fare. « ODDIO STAI PER PARTORIRE! »




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Phoenix - Arizona - Marzo 1986

Era stato un parto lungo. Un travaglio decisamente prolungato, che aveva provato fortemente le forze di Cassandra e la pazienza di Norwood. Solitamente poco inclino alla calma, alla diplomaticità, alla pacatezza,  trovandosi totalmente impotente davanti al dolore della moglie non aveva fatto che andare di matto finendo col rompere uno o due mobili e minacciando di morte cruenta la levatrice. Alla fine, il bambino più ciccioso, più frignone, più incredibilmente biondo che si fosse mai visto decise di rompere gli indugi e di presentarsi al resto della sua famiglia. Come da tradizione, il padre si era trasformato per accoglierlo con qualche leccata e divorare la placenta, prima di ritornare umano e prendersi cura della moglie. Non erano soli. Tra i Desert, il parto è affare di branco, e un pò tutto il gruppo si sente coinvolto, e festeggia. A modo loro, naturalmente, un modo assolutamente chiassoso, che culmina con una battuta di caccia di gruppo. Neal era il primogenito del capo branco, era sano, la madre stava bene...dopotutto, perchè non godere di quanto il Grande Spirito aveva deciso di elargire loro?
Primavera era cominciata da poco, l'aria satura di odori e profumi. Rientrando a casa, Norwood era rimasto fermo un istante a godersi il profilo di Cassandra. In piedi, all'esterno, stava stendendo i panni e il vento modellava su di lei il vestito, drappeggiandolo in modo tale da farne risaltare le forme del corpo, divertendosi ad arricciarle i lunghi capelli scuri in morbidi boccoli. Aveva mosso un passo, intenzionato a raggiungerla, quando un piccolo verso in sottofondo gli aveva fatto girare la testa, incuriosito. Neal era nella culla. Si era afferrato un piedino con la mano, e puntava due grossi occhi azzurri, molto simili a quelli paterni, in quelli del padre con fare interessato. Avendolo riconosciuto non ci aveva messo molto a sghignazzare festoso, allungando verso di lui le mani e lasciando perdere il piede. C'era qualcosa di meglio, da stringere e sprimacchiare. Solitamente il mannaro non era solito concedersi in smancerie pubbliche, e le effusioni alla propria compagna e al bambino erano contenute entro le mura. Ed anche in tali circostanze, badava molto al non risultare troppo melenso, stucchevole. Orgoglioso della propria figura, del proprio ruolo, sarebbe stato poco dignitoso sbrodolare amore come un teenager, ed era convinto che questo avrebbe inciso sulla sua credibilità di Maschio Alfa, virile e forte. Ma, al momento, era solo. Per accertarsene, cautamente, aveva girato la testa prima  a destra e poi a sinistra, e infine si era accostato alla culla

"Su, vieni da papà" aveva sentenziato, stringendoselo al petto e cominciando a camminare su e giù per la stanza. Neal si era sin da subito rivelato entusiasta, lanciandosi in una serie prolungata  di gridolini e sbavacchiamenti, alcuni non troppo convinti, quasi lo stesse rimproverando
"Oh lo so, oggi volevi venire con me. Ma non è possibile. Sei ancora troppo piccolo per guidare la moto" aveva spiegato, placidamente "Devi arrivare almeno ai pedali, prima" un lieve sorriso gli aveva arricciato le labbra, e lui si era accostato alla finestra
"Vedrai, quando sarai grande ti insegnerò un mucchio di cose divertenti. Come far schizzare via il cervello a un uomo dalle orbite, come si convince la gente a comprare ciò che in effetti non gli serve...e poi andremo a caccia. Ti insegnerò a sbranare le prede, e a farti valere con gli altri lupi e...e..." si era distratto, Cassandra si era piegata, e il vento aveva sollevato la gonna, mostrando agli occhi del marito un culo di tutto rispetto e decisamente invitante, velato del minimo necessario. Sospirando, Norwood aveva passato la lingua sulle labbra, e aveva continuato a parlare al bambino 
"E poi andremo a donne figliolo. Cioè, tuo padre ti spiegherà come si fa. Ti troverai una bella biondina" Neal aveva emesso un grido di protesta, e lui lo aveva di poco scostato dal proprio corpo per guardarlo "Meglio mora mh? Come darti torto" Nel dirlo, la testa si era nuovamente girata, e stavolta Cassandra si era fatta più vicina e lo stava guardando. Per un lungo momento, non c'erano stati nè gesti nè parole tra i due, solo un lungo e intenso guardarsi reciproco, toccante e complice. Poi il mannaro aveva sollevato il bambino, spiaccicandolo contro il vetro e storcendo la bocca di lato in un modo che, inconfutabilmente, stava a indicare che il pupo aveva sganciato. 

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«..TU E LE TUE COSE MANNARICHE, NEAL SAUNDERS. IO VOLEVO FARE I CORSI, E TU...» rialza la schiena, gesticolando «MANNO TESORO, NOI MANNARI ANDIAMO AD INTUITO, NON C'è BISOGNO CHE UNA VECCHIACCIA CI DICA DI TENERE LA BOCCA A CULO DI GALLINA. MANNO', MANNO', VEDRAI CHE E' SEMPLICISSIMO...SEMPLICE UN PAIO DI..» altra fitta, e stavolta le parole escono in romanì. Kim deve di nuovo appoggiarsi al divano, boccheggiando, socchiudendo gli occhi «Dov'è Moonie» bisbiglia, scoraggiata e impaurita

 « NON C’E DAVVERO BISOGNO DI UN CAZZO DI CORSO CHE TI INSEGNI A RESPIRARE, LO FAI DA QUANDO SEI NATA NON CI VUOLE UN FOTTUTO DIPLOMA!»ecco, nonostante la delicatezza iniziano ad urlarsi contro, di nuovo. « Devi..prendere aria..e poi..ributtarla fuori, cazzo se e’ semplice!» e nel dirlo emulerebbe perfino un paio di bei respiri come a volersi far seguire nella procedura orribilmente spartana che sta’ creando. « Il parto…e’ una cosa semplice, urli un poco..poi..ti concentri e spingi..vedrai che dura poco. » la mette alla buona, come se fosse uan specie di passeggiata. « non capiteranno altre occasioni, quindi e’ meglio se te ne approfitti.. oggi potrai picchiarmi, non e’ meraviglioso? Mia madre teneva fra i denti il braccio di mio padre… lo stava quasi per staccare a morsi. E’ stato affascinante.» e’ ovvio che tenti di tenerla occupata almeno con il pensiero, ma giuriamo che quel che dice sia tutto vero. Parti mannari, sono sempre un po’ violenti. « Ed io vorrei che Moonie si sbrigasse prima che io impazzisca…» lo mormora sottovoce, sovrappensiero, dando un occhiata allo schermo del cellulare. 

 «Voglio mia nonna» l'ultimo desiderio di una condannata a morte. Se non altro, avere una figura materna accanto l'avrebbe aiutata molto in questo momento «NEAL, PORTAMI LA TEQUILA!»

« GIURO CHE TI CI AFFOGO NELLA TEQUILA APPENA FINITO » rialza la voce, sbraitando e vibrando alla gola un ringhio tuonante che tuttavia si smorza dopo un paio di respiri accaldati. Si muove su e giu per la stanza poi torna da Kim « ok…facciamo che ora tu..stai buona e ti metti sdraiata sul divano, io vado a prendere l’alcool. Per te e per me.»

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Whicita - Kansas - Febbraio 1988

Ivan non era contento, non lo era affatto. Tanto per cominciare era una femmina, e col passare dei mesi non si era per niente abituato all'idea di non avere un primogenito ma, semplicemente, una fonte inesauribile di spese e preoccupazioni sul groppone. Inoltre, la bambina era nata con un leggero anticipo, il che aveva costretto tutta la carovana a fermarsi. Kim aveva fatto la sua comparsa in una fredda mattina di febbraio, nella roulotte che Luminitza divideva col marito. Come se non bastasse, la bambina era brutta. Secondo i canoni di bellezza gipsy, era davvero poco affascinante. Pelle chiarissima, occhietti acquosi e azzurri, capelli di un biondo pallidissimo. Sembrava un'esemplare albino, l'aborto mal riuscito di generazioni dalla carnagione olivastra e dagli occhi color nocciola. Il colpo di grazia era stato dato quando, sulla schiena della neonata, era spuntata una piccola voglia. La forma della stessa era stata sin da subito identificata, dall'occhio analfabeta quando carico di pregiudizi della levatrice, come estremamente simile alla testa di una capra, simbolo del demonio. La bambina portava sfortuna. Ivan non si era congratulato, con la moglie, non si era complimentato. Aveva dato appena un'occhiata a quel fagotto frignante, prima di rivolgergli un'occhiata colma di disprezzo e risentimento. Infine, come da tradizione, era uscito fuori per andare a festeggiare con gli altri uomini del gruppo. Il che significava consumarsi, gradualmente, fegato e stomaco a colpi di bicchierini, abbracciati al bancone di un pub. 
Luminitza, invece, era felice. Una strana sensazione di serenità e sollievo era subentrata, subito dopo l'espulsione della placenta. Quasi come se eliminando quell'ultimo pezzo di tessuti e sangue dal proprio organismo avesse strappato via anche le ansie, le paure, le angosci e i timori che aveva cullato in grembo, assieme alla piccina, nel corso degli ultimi mesi. A lei non sembrava affatto brutto, e niente affatto maledetta. Trovava graziosa, la voglia sulla schiena, e il colore degli occhi le ricordava immensamente lo sguardo di Stellan. Ogni occhiata scambiata con Kim la portava indietro nel tempo, e riusciva a farle rivedere l'uomo. Stellan che sorride, Stellan che la conduce per mano a passeggiare nel parco, Stellan che le spiega il significato di parole nuove. Che fa l'amore con lei, che le chiede di restare. Che, infine, le dice addio.
La neonata, per quanto piccina, rappresentava per Luminitza la più forte e intensa delle speranze. C'era ancora felicità per lei, a questo mondo, c'era ancora la possibilità  di amare e di essere ricambiata. Lo sentiva, lo avvertiva ogni volta che la piccola le si accoccolava addosso, la cercava tra il tepore delle lenzuola, si impadroniva del capezzolo per cibarsi. Fuori, la pioggia batteva incessantemente da ormai qualche ora. Un tuono, più forte degli altri, aveva svegliato Kim che dimostrava tutta la sua paura urlando con tutto il fiato che i suoi piccoli polmoni potevano contenere. Con pazienza, la zingara si era alzata, avvicinandosi piano alla culla e allungando le braccia per recuperarla dal suo interno, prima di spostarsi insieme a lei verso alla finestra. La bocca premuta sulla sua tempia, la mano a carezzarne dolcemente il capo, aveva cominciato a sussurrare

"Non è niente amore mio, non è niente...ti insegnerò a non aver paura dei fulmini, a non aver paura di nulla. Senti? Anche il cuore della mamma ha i tuoni, dentro. Non c'è da aver paura"

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« Mi bestemmia contro ogni minuto circa adesso» questo e’ il suo metro di misura riguardante le contrazioni della moglie « significa che…stanno per nascere? » Aiuterebbe quindi la strega ad entrare in vasca, seguendo comunque le indicazioni della femmina Alpha nel caso ce ne fossero. « Bambolina, ora..cerca di stare tranquilla, insomma hai la musica romantica, hai gli odori aromatici dello stufato di carne..ci sono io con te, e c’e’ anche Moonie..» le abbraccia la testa dandole qualche bacio leggero contro il viso, cercando di rasserenarla un poco. « E presto saremo anche due in piu’ qua da queste parti. Concentrati e risparmia le energie, ti prometto che una volta finito avrai la sbronza piu bella della tua vita..» da’ un occhiata a Moonie, quasi a chiedergli se possa farlo veramente.

 [ Sarà un’esperienza davvero meravigliosa, per voi due. ] E' concorde con Neal, infatti lo viene pronunciato con tono suadente, quasi serafico, in coda alla sua di frase delicata e dolce. Con queste belle mani pulite, indica a Kim con un cenno del mento il bordo della vasca [ Siedi lì, tesoro, allarga bene le gambe e fammi dare una bella guardata alle tue parti intime ] Intercetta lo sguardo di Neal che cerca aiuto(?) e sostegno quindi conferma, pure tiene la bocca chiusa. Magari, dico magari, non vuole essere il solito uccellaccio del malaugurio e distruggere i sogni di una bella strega furiosa e dolorante dicendo la verità.

«Io non so quanto resisto, cosi» ammette, socchiudendo nuovamente gli occhi. Finalmente viene fatta sedere, aiutata da Neal. Il contatto con l'acqua sembra farla sentire meglio, se non altro da un punto di vista squisitamente spirituale. Si accoccola tra le braccia del mannaro, lasciandosi dare i baci sul viso «Scusami» questo lo mormora al marito, chiede perdono per tutte le cose orribili che gli urla contro da ore. Stringe le mani sulle sue braccia, come a volerlo rassicurare che si, si concentra «Mh..meraviglioso...» una nuova contrazione, cosi forte che le si inarca la schiena. Ma stavolta non grida. Si limita a stringere le labbra e a diventare rossa in viso, arpionando le dita addosso a Neal. Quando passa, va a stendersi nuovamente contro la vasca «No, Moonie...scopare, è meraviglioso. Fumare, è meraviglio. Fumare, scopare e mangiare insieme, è meraviglioso. Questo non lo è» Persino un cieco, vedrebbe quanto sta soffrendo

La maglia l’aveva già levata dal caldo che sentiva poco prima e se ne sta’ li vicino a Kim, lasciando che l’altra si abbardichi a lui senza mancare di strofinare appena il viso contro quello dell’altra in una premura che ricorda molto la sua vera forma lupina. « Oh , non c’e’ nulla per cui scusarsi, ti ho sposata anche perche sei un’orribile strega che mi infama » sfila un sorriso adorabile prima di darle un bacio stampato lentamente fra le labbra e poi torna a parlare « Puoi farmi male, artigliarmi e spaccarmi dita. Lo puoi fare. » anche se macabro lui sembra totalmente a suo agio nel dire quanto detto, un modo per farle capire che puo comunque sfogarsi sul suo corpo quando e se il dolore sara’ troppo intenso per non condividerlo. « Tu pensa solo a dare alla luce i nostri cuccioli e stare bene » le da’ una carezza di palmo sulla fronte, asciugandola e tirandole via un po di sudore prima di battere le mani e sfregarle un paio di volte fra loro « Bene ragazze… qua abbiamo l’acqua, la donna incinta, la neo dottoressa in carriera ed un lupo totalmente inutile.. diamoci sotto e facciamo uscire questi fottuti bambini…» prende pausa e da’ un occhiata alla pancia, rivolendosi proprio ai gemelli « Voi due cercate di fare i bravi e scagarvi per bene di li dentro, papa’ ha bisogno di fumare e fin quando starete li dentro sara’ un papa nervoso »

[ Io vado a prendere il forcipe e qualche altra cosina. Kim. Devi sederti con le gambe piegate, nella posizione della farfalla.. Se senti necessità di spingere, fallo! Respiri due volte e spingi. Torno subito ] Marcia in salotto, con un movimento talmente fulmineo che agli occhi di Kim potrebbe non sembrare reale.

Si è fatta abbracciare da Neal, e in parte si sostiene a lui, tenendo le mani ancorate al suo avambraccio «Cos'è il forcipe?! La farfalla?!» guarda Neal, che lui di posizioni se ne intende «MOONIE NON LASCIARMI QUI DA SOLA». E poi eccolo, lo stimolo a spingere. Incrocia le gambe, prende un bel respiro e si concentra. Stavolta grida, eccome se lo fa, inarca di nuovo la schiena all'indietro e quando cessa la prima spinta il petto si solleva in respiri ampi. Ha le guance paonazze, e due lacrimucce sono scivolate giù. Per il dolore, più che per la gioia «Usciranno insieme. VERO?» Esige che escano entrambi in un colpo solo, non possono davvero pensare «MERDA» che lei riuscirà a sostenere questa «OH MIO DIO» il lamento che scaturisce dalle sue labbra è lugubre quanto un loro ululato. E nel dare l'ultima, poderosa spinta, persino il potere di Kim ha una scossa. Spingere fuori, is the way. Senza che se ne renda ben conto, i barattoli sulla mensola si alzano,sostenuti dall'energia dell'Anziana, e vengano catapultati fuori, in un clangore di vetri che si rompono e di oggetti che cadono «NEAL» sta ansimando, l'aura che si è sollevata a richiamare la ben poco rassicurante forma di un uragano. 

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Dalla prima volta che ti ho vista mangiare quegli orribili cetrioli ho pensato che tu fossi la donna più' bella che io abbia mai visto. Ora ne sono certo. Sei mia moglie e sono orgoglioso di avere una donna come te al mio fianco. Nonostante ci prendano per matti per quanto riusciamo a strillare per stupidate, noi due lo sappiamo quanto amore c'e' rispetto a tante altre coppie più quiete di noi. I gemelli sono il regalo più' bello che tu potessi mai farmi, sono entrambi splendidi ed in buona salute, così come la loro mamma. Talmente belli che non sono riuscito a metterli nella loro culla per tenervi tutti insieme a me la prima notte. Tu mi hai detto che potevo schiacciarli e così sono stato sveglio a guardarvi. Riescono ad entrare tutti e due sopra il mio petto. E profumano. Ameno fin quando non hanno cagato. Ad ogni modo hanno qualcosa di commovente, entrambi. Ed a Selene piace la mia barba, come a te. Credo abbia i tuoi occhi. 

- Neal allega al messaggio una foto fatta in nottata. Un selfie di famiglia mentre Kim gli dormiva abbracciata al fianco ed i bambini sulla pancia nuda del padre, dall'alto - 

Ti amo. Sto' tornando ed ho un Whisky stagionato da ricconi, me lo ha dato Jackson e questa volta te lo faccio bere.

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Eccoli qui. I miei amori, i miei bambini. Se ne stanno aggrappati al petto di Neal, come se non vi fosse niente di meglio al mondo. Devon sbavazza su di lui, tanto che stiamo riflettendo sul fatto che sia un pò ritardato. E' biondino, ha gli occhi chiari, e se sorride è il ritratto di suo padre. Stessa faccia da cazzo sbruffona e arrogante, accattivante e ruffiano. E ama i capezzoli. Anche questo l'ha preso da Neal. Selene è bellissima, e più vivace del fratello. Gli occhioni azzurri se ne stanno spalancati tutto il giorno, a scrutare il mondo con attenzione, cercando di carpirne i segreti. Mi guarda seria, e lo fa in un modo che riesce a sciogliermi il cuore. Inoltre ha un debole per la barba del padre. Come la capisco. Dio quanto è sexy con tutto quel pelo al punto giusto. Lui è...estasiato. Ha sempre la bocca piegata in un sorriso appagato, orgoglioso. La battaglia "I bambini dormono in culla" "No, dormono con noi" è stata ovviamente vinta da Neal. Ogni sera, prima di dormire, se li porta a letto e mi rassicura sul fatto che non li schiacceremo affatto. Ed è terribilmente rilassante starsene accoccolata a lui, a carezzarli e a parlare tra di noi a voce bassa. Sono dei gran cagacazzo, lo ammetto. La loro merda ha qualcosa di mefistofelico - tanto che credo ne porterò un campioncino a Jeanne per analizzarlo, sia mai ci siano tracce diaboliche li dentro - e quando ha finito di ciucciare uno vuole farlo l'altro. Non sanno che cosa sia il sonno, e hanno ognuno le sue fisime. Per esempio Selene piagnucola. Spesso. Specie quando si abbassa la temperatura. Devon si sbizzarisce quando lo attacchi al seno. Credo abbai confuso il mio capezzolo con un hot dog, a giudicare da come tira. Ma a parte questo, la montagna di vestiti da lavare, i pannolini da levare. A parte che non sto dormendo, e che sono stanca morta. Che non scopo da un mese perchè mi deve guarire la patata, e Dio solo sa quanta voglia ho di sentirmi Neal dentro, e che ho sbalzi umorali terribili...sono la donna più felice del mondo. La madre, più felice del mondo. Fa strano, dirlo a voce alta. Io sono una mamma. Poi penso che Neal è un padre...non so perchè, l'immagine di lui in stile genitore severo e disciplinato mi fa sbellicare dalle risate. Devo ammetterlo, però, riscalda l'anima vedere quanto si affanna per aiutarmi. La prima settimana dopo il parto ha cucinato lui. A modo suo, ma ha cucinato lui. E se i bambini piagnucolano è il primo ad accorrere. Gli uomini della mia gente non facevano cosi. Dicevano che non erano cose da mariti, da maschi. In realtà, penso che sia molto più uomo lui, con l'affetto che dimostra a me e ai bambini, con la costanza che ci mette nell'amarci e nel prendersi cura di noi, rispetto a tutto il loro isolarsi e ubriacarsi fino al midollo. AH! A proposito. Mi ha fatto bere. Il primo cicchetto dopo nove, lunghissimi ,mesi. Un sorso dal bicchiere, un altro dalla sua bocca. Ho letto che dopo il parto la libido scende...davvero? Perchè a giudicare da quanto riesce a bagnarmi le mutande semplicemente baciandomi il collo non mi pare proprio possibile. Comunque, la prossima settimana andiamo a Phoenix. E' il caso di presentare i cuccioli ai nonni


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Phoenix - Arizona - Agosto 2014

Inutile dirlo, Cassandra e Norwood sono impazziti. Il mannaro, in particolare, non ha fatto altro che vantarsi di quanto fossero belli i suoi nipoti, portandoseli a spasso tra le braccia con fare tronfio. Essere padre è una cosa, essere nonno è un'altra. Ci prova gusto, quando Selene gli tira la barba, e non ha potuto fare a meno di sottolineare che Devon "è ritardato esattamente come lo era il padre, a giudicare dal modo copioso in cui sbava". Cassandra, invece, si è fatta un punto d'onore nell'aiutare Kim il più possibile, consentendole di riposarsi a sufficienza. Entrambi i Saunders sono rimasti colpiti dal modo in cui la nuora si prende cura dei piccoli. Pur non essendo mannara, e dunque non avendo caratteristiche animali che influiscono sul modo di intendere la famiglia, si è dimostrata sin da subito presente, fisica nel rapportarsi ai bambini, ed estremamente materna. Gli occhi le traboccano tenerezza, ma neppure il pianto più disperato sembra in grado di farla scomporre più del dovuto. Mantiene la calma, finchè non risolve il problema,  e non è affatto ipocondriaca o, ancora peggio, apprensiva. Lascia che gli altri si avvicinino ai piccoli, ma non li perde d'occhio un istante. E, allo stesso tempo, non sembra aver dimenticato - come succede a molte donne - Neal e quello che prova per lui. Anche se stanca, si ricorda sempre di accoglierlo con un bacio, di allungare la mano a sfiorargli il corpo, con fare distratto e casuale, di portargli una birra fredda quando fuori fa troppo caldo. Mantiene la sua presenza, attorno a lui, in maniera costante senza risultare asfissiante. I figli non sono tutto il suo mondo, ma è la sua famiglia il cardine attorno al quale tutto il suo mondo ruota. E' tardo pomeriggio, quando Cassandra sente un pianto levarsi dalla stanza dei bambini, che ben presto si trasforma in un coro. Si avvicina alla porta, immaginando che Kim stia riposando e che i cuccioli abbiano solo bisogno di affetto. E' quando è ormai di fronte l'uscio, che il pianto cessa. All'interno sente l'odore del figlio, e della strega. Schiude di poco l'uscio, per spiare cosa accade all'interno. Lei è seduta sul letto, le gambe distese, un cuscino accanto a ciascuno dei fianchi. I piccoli stanno sdraiati li sopra, e Kim si è piegata in modo tale da offrire, contemporaneamente, il capezzolo ad entrambi. Neal è messo su un fianco, accanto a lei, e la guarda. La strega gira la testa, verso di lui

"Beh? Non hai altro di meglio, da guardare?"
"La partita di football non è ancora iniziata...inoltre tu mi hai rubato il cuscino" indica quello dove sta fermo Devon "Ed hai delle belle tette. E sei mia. Quindi ti guardo quanto mi pare"
"Cos'è, vuoi un pò di latte anche tu?"
"Che strano. Avrei giurato che quella che ci da dentro, con latte, sei tu e non io" e nel dirlo va a sistemarsi il pacco, sotto ai pantaloncini che indossa lasciando intendere volgarmente a che tipo di latte si stia riferendo. La risata, di entrambi, si fonde in un tutt'uno che va a spegnersi quando l'uomo si sposta di poco, per baciarla. Cassandra, commossa, richiude la porta allontanandosi verso l'esterno. Norwood è seduto fuori, contempla l'orizzonte sorseggiando una birra e lascia che la moglie vada a sedersi sulle sue gambe, sistemando la guancia contro la propria

"Ti ricordi quando è nato Neal?"
"Si Cassie...e ricordo anche quando sono nati i gemelli. Ricordo ogni notte insonne, e ogni fetido pannolino. E se ti sta venendo in mente di chiedere a Neal di lasciarci i bambini per un altro mese, beh scordatelo. Sono loro figli..."
"Nor..."
"...e non pupazzetti dei nonni. Anche se, effettivamente..."
"Nor..."
"...specie la piccolina, ci vorrebbe qualcuno di autoritario a proteggerla. Insomma, andrà all'asilo prima o poi. Qualcuno dovrà spezzare le dita a quei luridi compagni che.."
"Norwood"
"Che c'è?"
"Non pensavo di chiedere loro di lasciarci i bambini, per un pò"
"Ah"

Gli occhi verdi, della mannara, si sono posati in quelli del marito in uno sguardo intenso. Lui ha l'espressione crucciata di quando pare sfuggirgli l'esatto punto della situazione. Ma pare gradire molto quando lei comincia a baciarlo, lungo il collo, la mascella, la bocca. Respira, a fondo, l'odore della sua pelle perdendo come sempre le dita tra quei capelli scuri come pece

"...Pensavo che forse non siamo troppo vecchi"
"Troppo vecchi per cosa, Cassie?"

Lei si è alzata in piedi, consapevole che l'odore della propria eccitazione non tarderà a palesarsi all'uomo. Lascia scivolare giù, a terra, il prendisole rosso che indossa, rimanendo nuda 

"Per avere degli altri cuccioli. Possiamo provarci, almeno. Andiamo al nostro posto?" 

Non attende. Non lo guarda giù più, girandogli le spalle per trasformarsi e correre verso la loro roccia. Si perde, dunque, lo sguardo sbigottito del mannaro,  talmente stupito da non riuscire a calibrare la forza. La bottiglia di birra si rompe, tra le sue dita, mentre il cuore gli balza in petto. La guarda mutare forma senza riuscire a placare lo scorrere nel sangue, tra le vene, sentendosi confuso e eccitato, spaventato e emozionato al tempo stesso. Alla fine si alza, incurante delle ferite della mano destra che vanno rimarginandosi, un enorme sorriso a sporcargli il viso di felicità, dandosi pacchette affettuose al cavallo, con la sinistra

"Che cazzo, no che non lo siamo. Coraggio vecchio mio, proviamoci!" E' l'ultima cosa che dice, prima di trasformarsi anche lui e gettarsi all'inseguimento della moglie. Uno spicchio di luna crescente  ha fatto la sua comparsa, in cielo, e pare sorridere, a quelle due coppie. Nella notte, un ululato fa da sfondo a un vagito allegro, ridente. I cieli dell'Arizona, quest'oggi, sembrano essere pieni di vita, ricolmi di passione. 



giovedì 7 agosto 2014

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E' iniziata una fase nuova, della mia vita, e di solito le novità arrivano con un vento che brilla di eccitazione e timore insieme. Specie questa volta. L'idea che d'ora in avanti un altro essere umano possa dipendere da me mi atterrisce e spaventa. Cosa succederà, se io non sarò all'altezza? Se dovessi stancarmi, se capissi di non essere adatta a questo lavoro? Non puoi certo licenziarti, dal ruolo di madre. Non credo. Che io sappia, non si può. E inoltre ci sono...mille divieti. Niente fumo. Niente alcol. Niente bicicletta. Ieri Jude mi ha persino detto che prima e dopo la nascita del bambino dovrò andare a casa. Anche se vorrò andare a lavoro...non posso. Non mi è consentito. Ogni "no", ogni "non puoi", ogni "non devi" è come se risucchiassero via l'aria dai miei polmoni, togliendomi spazio e libertà. Non voglio che mi si fraintenda...io sono felice, di questo bambino. E' solo che non pensavo vi fossero cosi tante complicazioni. E non credevo che avrei avuto cosi tanta paura che il meraviglioso equilibrio costruito con Neal, con le persone che amo, finisse in frantumi. Ogni tanto ho il cuore in gola, al pensiero che il cucciolo ci allontani, anzichè avvicinarsi. A parlarne con lui, via messaggio, mi sono presa solo un rimbrotto. Neal è felice. Sto cercando di ricordare com'era Leon, quando sua moglie aspettava i bambini. Eppure non mi pareva, cosi contento. Mi ha fatto recapitare a casa un mazzo di rose rosse, il congelatore trabocca di gelato alla vaniglia, e la sera si addormenta con la mano sulla mia pancia, sorridendo come se gli avessero detto che Natale quest'anno arriva prima. Inoltre lavora di meno. Molto di meno. Passa più tempo a casa con me. Dice che sono più bella del solito, e oltre a dirlo me lo dimostra. Credo che anche se non fossi incinta, dopo questi ultimi giorni insieme lo sarei senza ombra di dubbio. Vorrei tanto parlare con la nonna, perchè sono sicura che lei scaccerebbe via le mie paure.  Eppure non mi riesce di sognarla. Che strano. Solitamente mi bastava desiderarlo con intensità. 

Non volevo essere...non volevo rovinare nulla, la scorsa volta. E' un bel momento anche per me, e non vorrei che tu capissi che non sono felice del bambino, di noi due, o di quello che stiamo facendo. Solo, di tanto in tanto, l'animo da zingarella fuggiasca torna ed io sento paura. E per me è naturale, parlarti delle mie paure. Di solito mi basta guardarti, per non avere più timori o insicurezze. E' sempre stato cosi. E ti prometto che eviterò di fare pensieri o paturnie che possano sciupare l'esperienza a entrambi, ok?

Tu non hai rovinato nulla ed io non stavo scherzando, Djali. Tu mi stavi parlando di quello che il bambino potrebbe o meno levare alle tue liberta’, ed io ti ho risposto che nel caso ti sentissi costretta per qualche ragione me lo sarei preso io. Non era niente di orribile, anzi. Non so perfettamente cosa pensi che ti pregiudichi, ma io so per certo che riuscirei a badare a lui nel momento in cui deciderai di mettere qualcos’altro prima della tua famiglia.La forza di una famiglia, come la forza di un armata o di un branco, si basa sulla lealta’ reciproca. Ad ogni modo nonostante e’ giusto che mi parli dei tuoi problemi, tendo a bloccarti sul nascere solamente quando credo che siano cose futili ed inutili. Non amo particolarmente parlare di qualcosa che non e’ concreto, ed io sono certo che certe situazioni non avverranno mai e tu sarai ben felice di accogliere questa nuova esperienza, cosi come hai accolto me nella tua vita da Nomade. Credo di conoscere perfettamente mia moglie 

Non erano solo le mie libertà. Erano le nostre. E' che Jude mi ha detto che sarei dovuta stare via dal lavoro anche se non volevo. Per forza. E che lui non avrebbe più smesso di piangere. E tutte queste negazioni, non fare quello, non dire quell'altro...Per un attimo ho pensato che magari io e te non saremmo potuti più essere io e te. Non ti volevo dire che non lo voglio, e che ti toccherà sorbirtelo tu. E Dio, io non metterei niente prima di voi due, nemmeno me stessa. Io sono certa che andrà tutto bene. Specie dopo oggi

Jackson ha avuto una bambina da qualche mese con Alyce..sai tra di noi non ci perdiamo in tante smancerie tipo quanto amiamo le nostre compagne o quanto sia bello avere dei figli. Insomma siamo uomini, giusto un paio di giorni fa’ mi ha detto di aspettarmi un comitato tutto al femminile dalle tue amiche che porteranno stupidi gadget per il bambino ed io gli ho risposto che vi avrei rinchiuse dentro ad una stanza sotto chiave fin quando non avreste finito. Poi mi ha detto che quella cagamerda di sua figlia vomita come una specie di rivisitazione dell’esorcista e roba cosi..Credo che sia stato giusto un tantinello piu brutale di Jude, credimi. Ma Jude non ha idea di cosa significhi avere un figlio, non puo’ averne perche di fatto non ne ha. Cosa vuoi che ne sappia di quello che vuol dire essere un padre O una madre. Insomma, bambolina, i figli degli altri sono sempre un dito al culo, frignano e rompono le palle. Verrebbe da prenderli e spaccargli il cranio contro un marciapiede ma da quello che ho intuito..e’ perche non sono i tuoi. Jax e’ un lupo felice ed appagato, e mi ha detto che sua figlia ed una delle cose piu belle che gli siano mai capitate e sono sicuro che sara’ cosi anche per te. Per quanto mi riguarda io invece gia ne sono convinto. Non c’e’ niente che un figlio prevarichi.. mio padre e mia madre hanno continuato a scopare come ricci anche dopo la nascita di Dakota, a bestemmiare per casa, a cacciare e darsi botte. Certo c’e’ da dire che la nostra comunita’ si prendeva cura di noi, ma a noi non mancano ne’ un branco ne degli amici.Tendi a vedere tutto in maniera un po’ troppo ansiogena bambolina..devi stare qualche mese senza fumare ne bere, ma cosa vuoi che sia rispetto ad una vita per farlo poi? 


A chi mi chiede...perchè io l'abbia sposato, perchè io l'abbia voluto. Di tutte le risposte che potrei dare, solo una mi pare davvero convincente. Per quello che lui riesce a farmi sentire, per il modo in cui allunga una mano, verso il mio cuore, e lo tiene saldo nel palmo. Ne placa le paure, ne stuzzica i desideri. Tra i ricordi più belli, di questa gravidanza, c'è sicuramente il pomeriggio passato nel bosco con Neal. A bisbigliarmi rassicurazioni, sdraiati tra le genziane, con la sua barba che mi solletica la gola e le sue minacce che si interrompono solo per diventare sussurri erotici. Non c'è altro uomo al mondo con cui avrei potuto metter su famiglia. Sarà anche animale, per metà, ma mi pare evidente dal modo in cui riesce a tenermi a bada che per stare con me non si può essere del tutto umani.  Quando mi abbandono addosso a lui, a quelle braccia gonfie di muscoli e di tensione, tra quelle mani che ho visto trasformarsi in zampacce con tanto di artigli, sento che adesso non capiterà nulla di terribile, nulla di orribile. Che niente potrà turbare la nostra felicità. Un bambino non ha mai ucciso nessuno, e per noi non potrà che essere una benedizione. Quanto disturbo potrà mai dare, un bebè?



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Moonie s'interrompe, fissando lo schermo assottigliando le palpebre. "Hai due sacche embrionali, separate". Deglutisce, continuando a fare il suo lavoro nonostante il tremolio alla mano e una voce carica di emozione. Kim  non riesce a capire nulla di ciò che vede ma ha ancora un forte spirito di osservazione. E registra il mutamento nella voce di lei, cosi come ne annota il tremore. Qualcosa che pare metterla in allerta "Cosa? Cos'ho di separato?" Chiede, mentre l'infermiera la ignora e continua la sua ecografia. "Abbiamo una lunghezza cefalopodalica nella norma, sul polo embrionale. La cavità amniotica" E misura, digitando sulla tastiera "E' un centimetro e crescerà ogni settimana" Addio, Moonie. Se prima era felice ora è emozionata, ma senza far scenette come prima quindi saltellare o gridare si limita a sospirare lasciando uscire la sua gioia sotto un'altra forma. Se la mannara snocciola tutta una sequela corposa di termini medici di diverso tipo, lei gira il viso verso Neal "Cosa cazzo dice? E' una vostra lingua?" gli chiede, prima di tornare a guardarla. Il marito scuote la testa, rivolgendosi direttamente all'infermiera "Piccola, io non ho idea di cosa tu stai dicendo..ma a me sembra che questo attrezzo non funzioni tanto bene..". Ha inclinato il viso come un lupo di fronte ad una stranezza mai vista e la stramberia del caso sono le immagini non ben definite su cui lei va’ a misurare delle – robe-. Non per niente con la manona tenta anche di dare un paio di pacche al monitor, neanche dovesse aggiustarlo. Anche Moonie allunga la mano sinistra, alzando il volume dello schermo da cui un duplice battito cardiaco spezza il suo stesso silenzio. "Due battiti cardiaci" Esclama con una felicità nostalgica, da brava romanticona senza speranza, socchiudendo le palpebre affinchè le lacrime possano andarsene dai bulbi oculari, annaffiando le gote e le guance. "Come due battiti?" La prima cosa che Kim pensa è che il piccolo ha due cuori. Povero figlio, nato malformato, lei lo amerà lo stesso con tutta l'intensità dei propri sentimenti. Nel mentre, anche Neal si è scomposto sussurando un "Come scusa?" stranito che trova risposta, da Moonie stessa, poco dopo "Congratulazioni, avrete due bambini" E via(!) apriamo i rubinetti "Sani." Aggiunge sul chiudere della visita, mentre sposta la sonda dall'addome. Le immagini spariscono e pure la Lupa che si allontana, prima appoggiando la sonda nell'apposito braccio laterale del macchinario. Neal è rimasto con le labbra schiuse, da quando lei ha parlato di due battiti cardiaci, battiti che lui e’ evidente non puo ancora ad ascoltare, non senza tutto quell' ambaradam di strumentazioni. Lo sguardo fa da spola fra Kim e la mannara e un  sorrisone a mille denti non tarda ad arrivare "SONO GEMELLI, ho due cuccioli..abbiamo due cuccioli…" Kim è rimasta in silenzio. Perchè, di fatto, la sua mente non è in grado di concepire altro. Finchè non sbotta, terrorizzata "CHE COSA!? NONONO, non è possibile!" Eh si, lei ha un corpo intelligente, e lo sa che vuole UN solo figlio alla volta. E poi sente i battiti, e non capisce niente di che, se non che li dentro c'è davvero qualcuno. Una moltitudine, di qualcuno, a dirla tutta "NEAL TU E IL TUO STUPIDO SPERMA IO VI..." vi niente. Non si sa. Non riesce a finire le frasi. Se ne sta li imbambolata, finchè lo sconcerto non lascia il posto all'ilarità. Il marito, preso dall'enfasi del momento, ha aperto le braccia cercando di recuperare in un colpo solo Moonie e la moglie ancora sdraiata in un abbraccio di gruppo stritola ossa. "Sei sicura che non ce ne sia un terzo? " lo dice sottovoce all’orecchio della bionda, perche lui ne voleva tre in realta’ "NEAL NON E' UN FOTTUTO STADIO, DUE SONO GIA' ABBASTANZA" grida Kim. Si è lasciata travolgere dall'abbraccio di Neal soffocando un "ouch" di dolore di nuovo, rimettendosi sdraiata dal momento in cui Moonie si allontana. E' strano a vedersi su quel viso solitamente austero e poco incline a mostrare al mondo i propri sentimenti, ma se ci si facessero caso anche lui, come la moglie, ha gli occhi un poco lucidi. Non si emoziona facilmente il ragazzone, ne tanto meno si lascia andare in certe smancerie, ma cosa volete farci. E' sempre un neo padre alle prese con due bambini in crescita. Non per niente va' a sbaciucchiarsi il viso di Kim come se non vi fosse un domani "Mia madre l'aveva detto che avevi il bacino largo...e mia madre non si sbaglia mai.."  Lei si lascia baciare, docilmente, sollevando le mani a carezzargli quella barbaccia bionda "Papà, ci sarà un mucchio di sbattimento in più,lo sai?" mormora. Eppure c'è qualcosa, nel modo in cui lo dice, che la fa sembrare la cosa più bella che potesse mai capitarle. Offa, dal canto suo, ha preso a vorticare intorno alla coppia animatamente, e lei va a minacciarlo, in tono sufficientemente alto da essere udito da Moonie, li vicino "Prega Dio, Neal Saunders, che farli uscire sarà divertente come lo è stato farli entrare, altrimenti farò venire il bacino largo pure a te" E poi, solo quando è certissima che Moonie non senta, andrà a sussurrare al suo orecchio un piccolo, sussurrato "Ti amo,cazzo"


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Neal si è alzato per andare in bagno, salvo poi fare una piccola deviazione in cucina per procurarsi una birra. E' nel tornare in camera da letto che nota qualcosa di assolutamente atipico e strano. Nuda, nel letto, abbarbicata a Kim c'è un'altra ragazza. Diciottenne, lunghi capelli castani, se ne sta nuda a dormire accanto alla Strega come se la conoscesse da sempre. Inizialmente, il mannaro piega la testa di lato. Poi da un'occhiata alla birra, probabilmente chiedendosi se quella vecchia megera che si ritrova per moglie non ne abbia edulcorato il contenuto con un allucinogeno. Tira, infine, un'ampia sniffata. A rendere più strano il tutto è che quella tipa che dorme abbracciata alla propria moglie, ha lo stesso odore di lei. Decide, a questo punto, di intervenire.

"Kim"
"..."
"Kim"
"..."
"Kim"
"...mh...shhh"
"Kim, c'è una donna nuda che puzza come te nel nostro letto. Ne sai niente?"

Kim apre gli occhi, di scatto, e nel ritrovarsi abbracciata a quella tipa comincia, ovviamente, ad urlare. Anche la tipa, svegliata di soprassalto, e che sfoggia un paio di occhi molto simili a quelli di Kim, comincia ad urlare. Neal, di suo, in tutto quell'urlicchiare di femmine, solleva la birra a prendere un sorso corposo, riabbassa la bottiglia e fa un poderoso rutto, mettendo fine agli strilli. Sarà, indubbiamente, un'altra lunga notte in casa Saunders.

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La mia aura si è fatta di carne. Per qualche strana magia - operata da Titani che non avendo un cazzo da fare sono spuntati fuori dal laghetto di Bon Temps la scorsa notte - tutte le aure delle Streghe che conosco sono diventate corporee. Joseph, addirittura, ne ha due. Una per ogni elemento. La mia Offa, invece, si è tramutata in una ragazzina diciottenne che ride sempre, fa un sacco di smorfie buffe e non sta ferma un attimo. Non solo. Si struscia addosso, ha voglia di scopare con qualsiasi cosa lei reputi carino (me inclusa) e non fa che aprire le finestre e darsi in comportamenti svampiti. E' una ragazzina, cosa pretendiamo. Ed è la mia aura, insomma...io non sono mai stata un tipo troppo posato. Ma lei è davvero l'eccesso. Ha provato a cucinare per me, e si è bruciata. E mi sono, di riflesso, bruciata anche io. Il che è un problema, perchè se può farsi male con questa facilità chiunque volesse eliminarmi potrebbe prendere di mira lei. Che, voglio dire, non pare la creatura più furba del pianeta visto che basta farle due moine per catturare la sua attenzione. Neal dice che abbiamo lo stesso odore. Sarà. Io l'ho beccato a guardarle il culo,e francamente la cosa non mi piace. Sono...gelosa. Della mia aura? Si, della mia aura. Lo so che è assurdo. E' come essere gelosi della propria mano. O del proprio piede. Ma di fatto, la mia mano e il mio piede non sono esuberanti e disinibiti, giovani e carini e...basta. Domani andiamo alle terme. Ho bisogno di rilassarmi. Ah, ovviamente...nessuno di noi ha la più pallida idea di come fare a far tornare tutto come prima. E le aure non possono distaccarsi dai nostri corpi per un tot di metri. Il che significa che staremo sempre vicini. Molto vicini. Ho bisogno di respirare.